sabato 5 novembre 2011

Espirito brasilis formato famiglia

Titolo originale: Rio
Regia: Carlos Saldanha
Durata: h 1.37
Nazionalità: USA 2011
Genere: animazione

«Mai affidare a delle scimmie un lavoro da uccelli.»

Blue, ultimo esemplare maschio di una specie di pappagalli brasiliana, ha trascorso la sua vita come animale domestico in una fredda città del Minnesota. Ma la sua vita cambia quando viene costretto ad accoppiarsi con una femmina della sua specie, e per far questo deve partire per la lussureggiante città di Rio de Janeiro per incontrarla…

La storia è carina, anche se poco originale se connota un retrogusto dal sapore che sa di già visto tipico del film d’animazione n.29394. Quante volte il protagonista supera le proprie paure alla fine del film e salva tutti, e già che c’è si conquista l’amore della gentil donzella? Ecco per questo ho trovato Rio un po’ banalotto. Sotto il profilo narrativo e sceneggiativo si avrebbe potuto fare di più sicuramente, anche se si tratta pur sempre di un lungometraggio destinato alle famiglie. Quest’ultimo fattore non lo considero per nulla limitativo, ci sono film d’animazione come Up o Dragon Trainer veramente belli e originali nonostante siano destinati ad un pubblico giovane.


Si gioca troppo sugli stereotipi  triti e ritriti di un regista che mano a mano che matura (ma in peggio) non sa più cosa inventarsi (lo stesso delle varie Ere Glaciali, che peggiorano a ogni nuovo numero e cancellano il fascino della serie con insopportabili trovate commerciali). Gli stereotipi si trovano anche nel tentativo grossolano di raffigurare quella solita Rio da cartolina. Così ecco a voi il carnevale, la partita di calcio Brasile-Argentina, le decadenti favelas ecc…


«Che hai?»
«Ho appena visto uno stereotipo.»

Sinceramente sono un po’ stanco dei film che trattano di buoni sentimenti (che va bene)ma sempre nello stesso modo. Ed è così che troviamo il solito messaggio ecologista, animalista e che mira dritto al cuor…ehm… al senso civico dello spettatore, degno del più politicamente corretto modello disneyano.

Di qualità non eccelsa è anche il doppiaggio, anche se non sembrava così mal fatto come lo si sputtana un po’ in giro per il web. Le musiche, invece, sono proprio brutte.

 I due protagonisti assieme a al solito amico appena incontrato che non sa
mai farsi gli affari suoi.


Graficamente, nulla da dire, il film è superbo e i Blue Sky (gli studi di animazione che hanno prodotto il lungometraggio, forse meno conosciuti dal grande pubblico dei più noti DreamWorks e Pixar) sono migliorati di molto rispetto alle loro produzioni precedenti. Il piumaggio degli uccelli è spettacolare, positivo segnale che l’animazione digitale diventa sempre più sofisticata ogni anno che passa, e lo si nota ad esempio facendo un confronto con la peluria di Sullivan in Monsters e co. , il film disneyano del 2002 dove la qualità mi sembra un pelo (è il caso di dirlo) inferiore.

Rio ovviamente è coloratissimo e vivace, spruzza lo spirito del film su alti livelli visivi.

Ho trovato molto brutto che alla fine, nei titoli di coda, siano stati messi  in cima prima i nomi dei doppiatori e solo dopo gli animatori, la regia e tutto il resto.   

Curiosità: nel videogioco apple Angry Birds è presente un cameo dei due protagonisti volatili di Rio, Blue e Jewel, ovviamente disponibili come “munizioni” per abbattere gli odiosi maialini verdi e le loro ancor più odiose roccaforti.

 Angry Birds. Letteralmente, "uccelli incazzati".

Giudizio: