mercoledì 22 agosto 2012

Books to Buy #2

Ciao followers e simpatizzanti del mio piccolo blog,
Come state? Siete stati in vacanza o come me avete lavorato fino al 18? Devo confessare che la scorsa settimana mi sono concesso un pò di mare per un paio di giorni, dove, com'è ovvio che sia, mi sono abbrustolito per bene.
Quali sono le novità interessanti? Be' recentemente ho ripreso in mano il romanzo, e sono riuscito a scrivere alcuni capitoli parecchio complessi. La buona notizia è che per completare la prima parte (eventualmente, a chi vorrà fornirmi un suo parere, sarò ben propenso di inviare il manoscritto) mancano solamente tre capitoli.
"Prima parte" per modo di dire, dato che il numero di pagine supera abbondantemente quello della media di un classico mondadori, perciò ho svolto un lavoro, come dire, corposo fin da ora. Appena riuscirò a revisionarlo e a correggerlo inizierò ad inviarlo a vari editori.
La brutta notizia è che di questi tre capitoli, due saranno abbastanza lunghi (prevedo 7000 parole ciascuno) e uno più corto (forse 2000 parole, nel migliore dei casi). Speriam bene! Il vostro supporto, come al solito, è sempre gradito.
Inoltre in questo periodo sto partecipando ad un concorso per racconti brevi in celebrazione della manifestazione lucchese, senza dimenticare che ne sto scrivendo un altro per un blog amico, Il Pozzo dei Sussurri, non meno importante (http://ilpozzodeisussurri.blogspot.it/).

Intanto, passiamo alle recenti acquisizioni della mia libreria:


Tortuga
di Valerio Evangelisti

Brossura 330 Pagine
Edizione:1
ISBN-10:880458338X
ISBN-13:9788804583387
Editore:Mondadori (Strade blu)
Data di pubblicazione:Nov 04, 2008

Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l'isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell'isola e intende normalizzarla. È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà. Lentamente, Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare. La sua è una progressiva discesa all'inferno - un inferno, però, fondato sullo scatenamento degli istinti, e a suo modo "democratico". La stessa Tortuga, covo della Filibusta fedele in teoria alla Francia, ha le apparenze di una repubblica, eppure si fonda sul più rigido schiavismo. Rogério, passato al servizio del tetro cavaliere De Grammont, partecipa all'ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l'amore del portoghese per una schiava africana da cui lo stesso De Grammont è attratto. Sarà l'episodio che volgerà il viaggio di ritorno in tragedia. Tra abbordaggi, episodi di ferocia, momenti di cameratismo, su vascelli sovraccarichi in cui il sangue si mescola al sudore, una percezione tormenta Rogério. Nel Mar dei Caraibi si sta fondando una nuova società. Sì, ma quale? La fine della Tortuga a cosa prelude?

La storia e le tematiche sono forti, in questo romanzo di Evangelisti, che così a pelle mi ricorda un pò lo stile di Jesse Bullington, anche se spero meno inconcludente di quest'ultimo. Mi piacciono i temi oscuri ed adulti, e non ho lo stomaco debole per le scene di "cattivo gusto" come certa gente che, prima di comprare questo tipo di libri non s'informa a sufficienza sul loro contenuto e poi si va a lamentare perchè ne è rimasta traumattizzata (che tra l'altro è una cosa che vedo un pò difficile con un libro). Spero solo che la fiducia sia ben riposta. E poi, diciamocelo, la copertina è una figata.





Il Re d'Inverno
di Bernard Cornwell

Paperback 392 Pagine
ISBN-10:8804528745
ISBN-13:9788804528746
Editore:Arnoldo Mondadori (Oscar Bestsellers)
Data di pubblicazione:Jan 01, 2003

Il grande Uther, re della Dumnonia, è morto. Come erede ha lasciato un bimbo di pochi mesi, nato nel cuore dell'inverno, debole e inerme: il nipote Mordred. Solo Artù, generoso guerriero, potrà proteggerlo dalle forze avverse e condurlo al regno. Solo lui potrà opporsi con la magica spada all'assalto dei Sassoni da oriente. Ma quando il valoroso reggente rifiuta un matrimonio di Stato per inseguire la bella Ginevra, la guerra con i vicini della Dumnonia si fa inevitabile. Dentro la Britannia la forza si raccoglie su Excalibur perla prima sfida. Con Il re d'inverno ha inizio l'avvincente saga del Medioevo celtico, magica e avventurosa.

Nonostante il ciclo arturiano che non sono mai riuscito ad apprezzare, so che di Cornwell ci si può sempre fidare. Poi, per gli amanti di Martin, è uno scrittore da non lasciarsi scappare data la somiglianza di stile e di tematiche.



L'Arciere del Re
sempre del mio amico Bernard Cornwell

Brossura487 Pagine
ISBN-10:8850203829
ISBN-13:9788850203826
Editore:TEA
Data di pubblicazione:Jan 01, 2003

Siamo a metà del XIV secolo e l'Europa è minacciata da spaventosi venti di guerra: Francia e Inghilterra stanno infatti per scatenare la guerra dei Cent'anni. Il villaggio del giovane Thomas Hookton è stato saccheggiato dam ercenari bretoni capitanati dall'Harlequin, misterioso cavaliere franco. Figlio naturale del prete del villaggio, ucciso durante il saccheggio, Thomas promette a Dio di recuperare la santa reliquia di San Giorgio, la lancia con cui il santo uccise il drago. È un voto che porterà il giovane molto lontano: protetto solo dalla sua integrità, e da una straordinaria abilità con l'arco, affronterà un mondo nuovo abitato da feroci cavalieri, donne belle ma pericolose, principi e sovrani vendicativi.

Si tratta del primo volume della trilogia del Santo Graal, una delle più riuscite dello scrittore inglese. Da come mi è parso di capire Thomas è un personaggio spiacciato a Nick Hook, dell'Arciere di Azincourt, ma va be'. La caratterizzazione non è mai stata una prerogativa di Cornwell ma noi gli vogliamo bene lo stesso.

Cloni. In ogni storia che si rispetti si rivelano sempre più un problema che una soluzione.



Il Magico Regno di Landover
di Terry Brooks

Brossura 378 Pagine
Edizione:1
ISBN-10:880437649X
ISBN-13:9788804376491
Editore:Mondadori
Data di pubblicazione:Jan 01, 1993

Il magico regno di Landover è il primo libro di una trilogia fantastica, imprevedibile e avvincente come le precedenti avventure della serie di Shannara. Ben Holiday compera il regno di Landover, popolato da fate e maghi come promette l'annuncio pubblicitario per Vip della terra, per diventarne il re saggio e lungimirante. Ma la realtà che l'aspetta è ben diversa: il paese è in rovina, i poveri contadini sono disperati, i baroni non vogliono riconoscere il nuovo re, un drago devasta le campagne e un demone sottopone Ben a prove malvagie. Senza amici fidati, con un mago di corte pasticcione, un cane parlante come infido scrivano e una donna-albero, Ben riuscirà comunque, alla fine, a diventare re. 

Brooks sembra aver scritto una fiaba molto originale, lontano dal polpettone di Shannara. Almeno in questa storia lo scrittore non si prende troppo sul serio. Hei, ma quello in copertina non è Gandalf?


Notte Buia, Niente Stelle
di Stephen King

Copertina rigida419 Pagine
Edizione:1
Editore:Mondolibri su licenza Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione:Apr 01, 2011

Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. "La terra è affare dell'uomo, non della donna." Siamo in Nebraska nel 1922.Tess scrive gialli "rassicuranti", popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso "gigante". Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L'affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d'argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d'uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque "rimesse al loro posto". È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro "l'altra metà del cielo". La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne e altri capolavori, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un "lieto fine". . Un King ai massimi livelli, per la prima volta tradotto da Wu Ming 1, che ce lo restituisce in una forma nitida e folgorante.

Che dire, Stephen King è Stephen King. E io, ai cattivi finali, non riesco mai a dire di no.

L'arte della guerra
di Sun Tzu

Brossura107 Pagine
ISBN-10:881700975X
ISBN-13:9788817009751
Editore:Rizzoli (BUR, Classici Blu)
Data di pubblicazione:Oct 01, 2006

Un uomo morto, la via del paradosso, la legge dello sforzo inverso. Duemila anni prima di Machiavelli, un militante filosofo afferma che la strategia è l'affare più importante dello Stato. Che l'inganno è il principio della tattica. Che l'apparenza di debolezza è la via della vittoria. Che il guerriero più forte è colui che è già in sé morto. Un trattato di arte militare cinese antichissimo, eppure così attuale. Un libro amato da grandi personaggi della storia, da Napoleone a Mao Tse-tung. Una voce dalla remota epoca delle "primavere e autunni" per moderni samurai.

Un classico che non poteva mancare nella mia libreria scricchiolante. Di sicuro la filosofia orientale della guerra mi aiuterà a trovare nuovi stimoli nella mia ricerca di trame sempre originali e dai risvolti costantemente al di là di ogni previsione.

Ciao e alla prossima!


giovedì 2 agosto 2012

Recensione: Mangiatori di morte

Titolo italiano: Mangiatori di Morte
Titolo originale: Eaters of the Dead: The Manuscript of Ibn Fadlan Relating His Experiences with the Northmen in A.D. 922
Autore: Michael Crichton
Anno:  1976
Genere: falso storico


«Non dir bene del giorno finché non è venuta sera; di una donna finché non è stata bruciata; di una spada finché non è stata provata; di una ragazza finché non si è sposata: del ghiaccio finché non è stato attraversato; della birra finché non è stata bevuta.» (proverbio vichingo)

Ecco la mia prima recensione su di un’opera letteraria, perciò siate comprensivi se ho scelto un libretto con un esiguo numero di pagine come questo. Premetto che le mie saranno delle recensioni brevi: farò una specie di analisi su quello che mi è piaciuto e non mi è piaciuto e alla fine darò un giudizio personale.
Letto in poco più di un giorno, il romanzo o meglio una ricostruzione quasi romanzata del manoscritto di Ibn Fadlan, si presenta nella sua versione italiana (quella che ho io, perlomeno)con una copertina poco attraente e il nome dello scrittore espresso in grandi caratteri (giustamente è famoso e una operazione del genere è normalissima). Il soggetto, quello che vogliono farci passare per un simbolo evocativo che dovrebbe ricondurre all’atmosfera mitologica norrena o chessò io, è piccolo ed insignificante e non rievoca nulla. Come lo chiamo io, uno sgorbio messo lì tanto per. Il pantheon simbolico norreno è molto più affascinante.

La storia è quella che Crichton vuole farci passare per la ricostruzione del manoscritto, o meglio dei manoscritti che ricostruiscono le esperienze del viaggio di un musulmano del X secolo nelle terre scandinave e le sue esperienze con alcuni popoli nordici di quel periodo. L’idea è interessante anche se non particolarmente geniale sotto il profilo dello stile, ed è chiaro il fatto che l’autore insista fino alla fine con la farsa quando risulta perfino palese il suo intento (fino alla bibliografia alla fine del libro, dove cita pure il Necronomicon di Lovercraft!) che la sua sia una mera documentazione, con tanto di citazioni a piè di pagina dove mette in dubbio l’attendibilità alcune frasi riportate nel testo.

Il Necronomicon.
Per una lettura spensierata e tranquilla prima della buonanotte.



Il manoscritto di Ibn Fadlan esiste veramente, ma è solo un resoconto di quest’ultimo e delle sue esperienze con il popolo nordico della Rus, e comprende solo tre capitoli.

Il dignitario di Bagdad, chiamata anche all’epoca Città della Pace, parte per una missione diplomatica per il suo califfo nelle lontane lande della Bulgaria. Durante il viaggio l’uomo viene catturato da una tribù nordica e costretto a fare parte di una missione pericolosa in qualità di “tredicesimo guerriero”. Infatti, nella tradizione vichinga il numero tredici è di buon auspicio,ma per possedere tali peculiarità profetiche il membro in questione deve essere necessariamente uno straniero in terra nordica.

Lo scopo della missione non è molto chiaro, all’inizio: nella bruma si nasconde un popolo di mostri, che attacca i villaggi e massacra la popolazione quando questa si abbassa. Le loro fattezze sono ignote, dato che questi si portano via i cadaveri dei compagni caduti durante le scorribande a costo di perire loro stessi. Ovviamente i nostri eroi dovranno fermare questi nemici misteriosi una volta per tutte e salvare il loro clan.


-E' giunto il tempo di banchettare nel Valhalla
-Io non posso, questo mese c'è il ramadan.

Mi è piaciuto per:
-il punto di vista di Ibn, che spiega con gli occhi di un arabo del suo tempo la cultura norrena, e la mette in relazione con la sua. Belli sono gli scambi di battute tra lui e i dodici guerrieri, soprattutto quando il tema della discussione è quello divino o religioso. Ognuno ha un’opinione sostanzialmente diversa e discordante l’una dall’altra. Ibn è musulmano, i norreni sono ancora sotto l’influsso della cultura pagana, e quindi politeisti convinti. Alla fine della storia nessuno riuscirà a far cambiare credenza all’altro, però la controversia si rivelerà motivo di crescita per entrambe le parti.
-il mito del Beowulf reinterpretato e adattato alla storia come eroe postmoderno. Mancano Grendel e la mammina affettuosa, ma in compenso ci sono avversari più verosimili alla realtà storica o quasi (adattati però per l’occasione a motivo di presunte controversie storiche), le cui “macabre” abitudini consistono nel cibarsi delle cervella –e non solo- dei propri nemici come dei veri e propri mostri.
-Non è una lettura storica impegnativa come potrebbe sembrare. I dettagli sono interessanti e quasi mai noiosi. Le nozioni antropologiche sul popolo vichingo sono curiose e non banali.

 Non mi è piaciuto per:
-Finale aperto. Sarebbe una nota positiva, se solo l’autore ne avesse dato un seguito!
-lo stile pesantemente raccontato. Lo so, l’effetto è voluto per aumentare l’impressione della storia tratta dal manoscritto, ma non mi ha coinvolto perché non c’è pathos. Se avesse avuto solo alcune parti riferite al manoscritto all’inizio di ogni capitolo la lettura sarebbe stata molto più trascinante.
-il clou dell’azione si risolve in poche e sbrigative pagine. Le battaglie sono poco cruente. Mancanza in parole povere di buona e sana epicness.
Peccato non esistano opere romanzate sui vichinghi migliori di questa, che io sappia. Se Crichton l’avesse reso più lungo, con una prosa più descrittiva, di conseguenza meno asettica, più show e mooolto meno tell, avrebbe anche potuto essere un capolavoro degno di nota.
Del libro è stato tratto anche un film, “il tredicesimo guerriero”. Un film che ho visto due volte ma non ricordo molto bene. Di certo si ispira poco al libro, perché le tradizioni vichinghe mostrate dal film sono state tutte deturpate dalla sceneggiatura molto politically correct e poco “Fuck Hell !! I will go to Valhalla” come avrebbe dovuto essere stata (anche se alcune battute sono e rimangono epiche a prescindere).

«Ci sono cose che un uomo può soggiogare, nessuna spada può uccidere, nessun fuoco bruciare, e queste cose sono le foreste.»
«Come fai a saperlo?» dissi.
Allora rise e disse: Voi arabi volete che ci siano sempre delle ragioni per ogni cosa. Il vostro cuore è come un gran sacco che scoppia di ragioni.»
Io dissi: «A voi non interessano le ragioni?»
«Non servono a niente. Noi diciamo: Un uomo dovrebbe essere moderatamente saggio, ma non troppo, perché altrimenti conoscerebbe in anticipo il proprio destino. L’uomo la cui mente è più libera da preoccupazioni non conosce in anticipo il proprio destino.»

"Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre".

Giudizio: 3/5
A presto!