giovedì 27 marzo 2014

Aggiornamenti

Avviso che è stata aperta la sezione "racconti" nel blog. Per chiunque voglia leggere i miei scritti, è sufficiente cliccare sopra al titolo. Per dispositivi mobili è necessario scaricare l'applicazione di Scribd, che comunque consiglio perché è molto utile per poter leggere pdf on-line o per scaricarli con comodità.
Buona lettura e grazie!

PS: Grafica aggiornata! Eh sì, ora potete osservare uno dei miei lavori (pezzo di una serie di illustrazioni per un romanzo per ragazzi) che ho finalmente trovato il tempo di trasformare in banner.

mercoledì 19 marzo 2014

Recensione film: Imaginaerum (lo saprò mai pronunciare correttamente?)




Titolo originale: Imaginaerum
Regia: Stobe Harju
Anno: 2012
Interpreti: Marianne Farley, Quinn Lord, Joanna Noyes,  Francis X. McCarthy,  Keyanna Fielding

"Imaginaerum racconta la storia di un compositore anziano, Tom, che soffre di una grave forma di demenza. Dal momento che ha avuto questa malattia per anni e che è regredito ai tempi dell'infanzia, non ricorda praticamente niente della sua vita adulta. La sua musica, gli amici, tutto il suo passato, incluso il ricordo di sua figlia, sono una foschia nella sua fragile mente. Tutto quello che gli è rimasto è l'immaginazione di un ragazzino di dieci anni. Mentre scivola via nel coma, sembra impossibile che possa riavere ciò che ha perduto.
Oppure no?"


Non conoscevo molto il gruppo musicale Nightwish prima di guardare questo film, e in realtà ho approfondito non moltissimo le mie conoscenze da allora. Il motivo però è la mancanza di tempo, e non del gruppo, in quanto è veramente fenomenale, figlio di quel virtuosismo che apprezzo molto tipico di chi si occupa del genere metal melodico (del quale altro ottimo esponente sono gli Epica).
Fatto sta che questo lungometraggio è stato tratto dall'omonimo loro album, e del quale appunto vengono presentati i "trailer" di alcuni pezzi. Attenzione a non confonderlo con un musical, che come genere aborro abbastanza, perché nel caso di Imaginaerum le canzoni vengono trattate come una suggestiva colonna sonora, che non ho mai trovato troppo invasiva nei confronti della narrazione. E quest'ultima risulta anch'essa molto scorrevole, ci si dimentica in fretta dei difetti come le animazioni digitali di qualità altalenante, e ci trasporta immediatamente nel mondo onirico della pellicola. Un mondo che è ovviamente un forte richiamo a quei paesaggi visti nella Storia Infinita, ma riproposti in versione dark.


Ma aspetta...


Le scene da video musicale, che in genere trovo abbastanza fastidiose in un film, sono solo un paio, e non stonano affatto con il resto, al contrario del più recente film dei metallica "Through the never", nel quale erano parte integrante della pellicola.
La storia si apre a diversi livelli "interpretativi", anche se in realtà, analizzandola quel poco non è poi così complessa come potrebbe risultare allo spettatore distratto. Non so se è uno spoiler, ma è ovvio che il protagonista è il compositore della band, malato di Alzhaimer e costretto in una stanza d'ospedale, in fin di vita, e che i personaggi che vediamo nei suoi viaggi mentali non sono altro che alter ego di se stesso e dei suoi conoscenti più intimi. Importantissimo in questo caso il rapporto labile con la figlia Gem, che a causa del lavoro dell'uomo si è sempre sentita trascurata e ora non ne vuole sapere nulla di lui. Ho forse trovato le reazioni quasi schifate della ragazza poco simpatiche ma sotto sotto comprensibili: suo padre ha da sempre messo al primo posto il lavoro anziché la famiglia, e alla morte della moglie, invece che rimanere accanto alla figlia per consolarla, si è allontanato per timore che il suo carattere tendente alla depressione e all'aggressività (ereditato da un genitore) potesse ferire ulteriormente i suoi sentimenti. La ragazza, interpretando il comportamento del padre come disinteresse, non riesce stare in pace con sé stessa, inseguita da quella consapevolezza costante di non essere mai stata amata.
Se alcune scene potrebbero essere frutto del delirio di un uomo che ormai non è più cosciente del mondo che lo circonda, altre sono molto emblematiche, come quella dei soldatini nel campo di grano, che marciano trasportando il letto del vecchio come una pompa funebre. Appassionato di questi giocattoli, il protagonista (in questa scena rappresentato già come impedito nelle facoltà motorie) li fa appunto prendere vita e per un breve tratto di strada si fa accompagnare dalle loro versioni animate ed ingigantite.



Per chi ha visto il film, la scena del circo ha alcune inquadrature che non c'azzeccano nulla con la trama, ma di per sé il circo è un'importante tassello della memoria del vecchio. Memoria che tenta lentamente di costruire alla ricerca del frammento perduto che è la figlia, la persona più importante che ha amato. Persona che lo odia nonostante non lo abbia mai bandito dalla sua abitazione rinchiudendolo in una casa per anziani, forse la più grande espressione di un amore che Gem rinnega ma che alla fine affiorerà pian piano anche con l'aiuto di un'amica del padre.
Come potete evincere da queste parole, il film va preso come un grande mosaico di simboli e metafore che non smetterà di stupire dall'inizio alla fine. Talvolta poco lineare, necessita che prima di sederci sul divano per guardarlo, ci rendiamo conto che non stiamo per assistere ad un film realistico, ma ad un film "sulla vita", pregno di temi realistici, ma con una forte vena volutamente caotica e bizzarra, nonché fantastica. Se amate i Nightwish non avete bisogno che vi dica queste cose perché la loro musica ha già di per sé un che di onirico e spirituale.


La musica nel film, oltre che ad accompagnarlo, aiuta il vecchio a fare emergere i ricordi che credeva perduti: è quindi la catena che cinge tutte le sue memorie, l'ancora della sua salvezza mentale. I Nighwish in questo caso hanno scritto dei pezzi fantastici e ricchi di significato, rivelando che la stessa sceneggiatura è stata creata in concomitanza con l'album.
E' un film bello ricco di significato e di spunti, anche fantastici. Parla di temi che spesso i film di oggi ignorano o raccontano in modo poco coinvolgente: la situazione degli anziani lasciati soli, la demenza senile, il tormentato rapporto di odio/amore che intercorre tra padri e figli- vittime inconsapevoli di un mondo complesso e frenetico come quello che stiamo vivendo oggi. Consigliato, specie per smentire chi crede che il fantastico non possa essere veicolo di temi forti e profondi.

Giudizio: 5/5




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mercoledì 26 febbraio 2014

La Calza della Befana, novella illustrata

Saluti a tutti/e i/le visitatori/trici!
Alcune notizie da bollettino meteo:
1- Non sono morto! Solo che faccio fatica a trovare il tempo e la voglia di aggiornare il blog. Inoltre, sono in dirittura di arrivo all'accademia, quindi sono un po' preso anche su questo fronte.
2- Ho aggiornato la grafica. Il motivo, più che essere di natura estetica, è di natura pratica: ora lo trovo più semplice e scorrevole, senza inutili fronzoli.
3- Ho pensato di utilizzare il blog come vetrina anche per progetti che esulano dalla scrittura. Infatti, d'ora in avanti (e come potete vedere dallo stesso post) inizierò a postare anche miei lavori e progetti di natura grafica, come illustrazioni e fumetti. Spero soprattutto di attirare un pubblico differente dal solito, e magari ottenere visibilità a scopi lavorativi (almeno ci spero!).

Quello che potete osservare qui sotto è un lavoro che ho illustrato di recente. Nulla di retribuito purtroppo, semplicemente i definitivi per un esame. La favola, o per meglio dire novella, s'intitola "La calza della befana", tratta dalla raccolta "Le novelle della nonna" e scritta da Emma Perodi.

Copertina, fronte e retro



















Altri miei lavori li potete trovare al link di DeviantArt:
Link al mio sito/portfolio:  http://danielcrowardart.weebly.com/
Per lavori su commissione, potete scrivermi su danielcrow@hotmail.it